catastrofe

by and with Francesco Collavino

visual interaction designer Andrea Effe Rao

thanks to Michele Taglialegne

supported by Workspace Ricerca X e KOMM TANZ progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni

production Ba.Bau.Corp. 2017

 

“A cosa è necessario rinunciare per aprirsi ad un linguaggio diverso?”

Questo progetto pone l’accento sul concetto della CATASTROFE intesa come evento deviante di un processo di traduzione.

Il tema della catastrofe non potrebbe essere più attuale nel momento storico, politico e culturale attuale, per questo penso che riflette sulla stretta relazione fra il concetto di perdita e di creazione possa dare origine ad una reinterpretazione degli aspetti tragici del cambiamento come qualcosa di utile al processo di rigenerazione e di nascita artistica-culturale.

Nella traslitterazione di informazioni da un media all’altro, per quanto possa essere ben programmata, possono emergere delle devianze. Esse non sono volute e la loro entità non rimanda a nulla: sono una traccia di un processo che è scivolato fuori dai binari.

Questo evento si chiama glitch.
Il glitch è il punto di contatto, il cortocircuito che permette di catalizzare il flusso delle informazioni.
E’ un punto di superdensificazione nel quale si raccoglie il flusso, l’increspatura nel processo, la
genesi di una nuova vita, la catastrofe, il caos nel grafico delle biforcazioni filogenetiche.

La perfezione dell’essere non rappresenta nulla se paragonata al mutamento di una crisi.
La crisi rappresenta il vero valore contemporaneo.

Sotto questo punto di vista il glitch rappresenta la genesi di una nuova vita, ed è proprio di questo che l’arte si è sempre occupata, di vita.

Catastrofe è il passaggio di attenzione dall’oggetto stesso alle operazioni condotte su di esso, al processo e alle relazioni, fra la “modalità dell’essere” a quella del “divenire”.

Questo progetto nasce come un percorso di pura ricerca, ma fin da subito sente l’esigenza di andare in scena, presentandosi come una sorta di lettura ad alta voce che ha poco a che fare con la comprensione, ma più con la trasmissione.
Per questo l’incontro col pubblico diventa fondamentale per nutrire la ricerca, dimenticando ogni paternità artistica e per iscriverci in una teatralità collettiva che rigenera la CATASTROFE, continuando così il processo di interpretazione.

 

RESEARCH PLAN : https://www.researchcatalogue.net/view/316616/316617/0/672

 

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